Per scrivere ci vuole pathos, passione, bisogna un po' soffrire per produrre sentimento e belle parole.
Cosa e' che ti da' l'impulso per scrivere due righe su un foglio, su un tovagliolo, sulla carta della cioccolata, su un blog, cosa e' ?
Non e' la gioia, che assaporeresti a pieni polmoni, non e' la felicita', che gusteresti in tranquillita', non e' neppure una piccola soddisfazione a cui riserveresti soltanto un impercettibile sorriso, ti e' Musa l'insoddisfazione, l'infelicita', il dolore.
Se solo avessi un cuore, io, uomo di latta, vi canterei degli alti e bassi dei miei sentimenti, di come un rifiuto mi accende di rabbia, di come una carezza mi calma, di come le mie parole e il canto stesso siano inadeguati a descrivere un'emotivita' si' forte.
Se solo avessi un cervello, direbbe lo spaventapasseri, stupirei il mondo con brillante inventiva. Un fiume di dialettica e ragione vi condurebbe per mano nei misteri della terra fino a quando gli alfabeti, i simboli e i linguaggi conosciuti non sarebbero piu' sufficienti e allora ne creerei di nuovi e migliori e potrei parlare delle stelle infinitamente lontane e delle particelle infinitamente piccole e tutto avrebbe un senso, che io soltanto comprenderei.
Ma non ho cuore e non ho cervello, ho solo un naso.
E allora Musa e' per me il raffreddore, che non mi lascia respirare, che mi annebbia la vista che mi stringe le tempie.
Il mio volto e' maschera di sofferenza, narici arrossate e lacrime che cadono incessantemente su occhiaie ormai peste.
E peggiore tra tutte le torture e' la cura, ovvero l'attesa.
Il raffreddore non e' un problema con una soluzione, il raffreddore arriva e poi passa, devo soltanto aspettare che torni la salute, nel frattempo sto come le bestie e aspetto.
Ma chi soffre non ce la fa a stare fermo ad aspettare e allora prendo antistaminici, vicks sinex, propoli, tisane, spargo chili di fazzolettini di carta e aspetto.
Se solo avessi fegato, sussurrerebbe il leone, non parlerei e non scriverei affatto, sarebbero le mie azioni a parlare per me e chiunque avesse un cervello mi comprenderebbe e chiunque avesse un cuore mi amerebbe...
... e chiunque avesse un naso MOCCOLEREBBE!
Nel frattempo ti si potrebbe anche chiamare Dorothy!
Poco virile, lo riconosco.
Parlando di ispirazione però, il tuo post mi rammenta un mio storico dubbio che riguarda i blog e la comunicazione su web in genere.
Com'è che molti blogger finiscono per scrivere solo di scazzi, disgrazie e depressioni varie?
Forse è come dici tu, solo l'insoddisfazione, l'infelicita' e il dolore mettono la voglia e perfino la capacità di scrivere ché quando si sta bene tanto vale godersi il momento piuttosto che perder tempo a raccontarlo. Nel caso ci sarà tempo più avanti.
Sono dell'idea che la maggior parte delle cose che si scrivono su un blog, si scrivono solo per sè stessi.
C'è anche una bella dose di narcisismo e istrionismo, che ci portano a gongolare un po' quando riceviamo un commento o due.
Come dire... tho guarda il mondo sa che ci sono. Magari non gli frega un gran che, ma intanto io glielo dico.
Bei dilemmi.
Meglio dedicarsi ad altro, forse. Per dire martedì sono stato a Siena. Toccata e fuga in giornata, per lavoro.
Non ci ero mai stato prima, ma mi prometto di tornare.
Bella, bella, bella.'
Siena, bella sicuro, vivibile anche, ma intollerabilmente stretta per chi e' sempre vissuto li'. Non che trovi Bologna migliore, casomai diversa, anche se mi risulta difficile trovare il tempo per viverla.'
Può anche far uscire di senno, ma in fondo è uno stimolo a migliorarsi sempre.
A me, che ci ho sempre vissuto, va stretta Milano.
Tremo al pensiero di come sarei se fossi nato e cresciuto a New York...'
Mi sa che sbagli persona forse Hellspawn ti puo' aiutare :)
E sii certa di una cosa, bambina... esiste un solo Dalamar.'
Pero' la cosa singolare e' che sono vivo e cinico :)'
Sia pure per egoismo, a lui riesce bene.'
In questo momento poi mi trovo in completa sintonia con il Capo, per quanto riguarda il trovare la volontà (e soprattutto l'ispirazione) per scrivere qualcosa di valido.
Io cerco di tenermi in allenamento su Koiné più che sul blog, ma alla fine il concetto è il medesimo.
Il problema è che per me scrivere è una questione di ambiente e di situazioni. Quando viaggiavo molto ero avvantaggiato perché negli aeroporti, in attesa, si scrive benissimo. Adesso mi pare di sentire la mia ispirazione gorgogliare nella canna del cesso per ogni giorno passato alla scrivania.
Spero nel nuovo anno e nel nuovo appartamento per ritrovare la giusta motivazione :-)'