Archive for March, 2009

Only Women Bleed

Sunday, March 15th, 2009

Ci sono varie teorie nella mia testa sul perche' non abbia fortuna con le donne, ma stento a farmene una ragione.

Vedi, cara amica, non riesco proprio a comprendere dove si nasconda il mio errore.
Ok, cara amica, adesso abbassa il volume, non urlarmi in faccia in quel modo, su calmati, non mi sembra che sia successo niente di male.
Non vedo proprio il motivo perche' tu debba attirare l'attenzione di tutto il ristorante su di noi, adesso siediti e rilassati non volevo essere maleducato, non credo neppure di essere capace di maleducazione, vedi, lo so, soffro un po' di onesta', so che dovrei tacere a volte, ma lo sai non sono un chiaccherone e tu riesci ad essere cosi' invitante che a volte, beh forse hai ragione, non valuto bene, che la verita' puo' fare male che non tutti sono in grado di gestirla.
Vedi, cara amica, lo so che le donne sono sensibili, che sognano di vivere in un mondo fatto di tulle e nastrini dove il dolore e' relegato a scarpe scomode e mal di testa, che a parole dicono di non voler fiori, di detestare chi le sommerge di attenzioni, ma che per loro fiori ed attenzioni sono come l'aria che respirano.
Ma cara amica, adesso poggia i piedi per terra, sei soltanto un'amica, un'amica si' cara, ma pur sempre un'amica.
Non ricopriro' il tuo mondo di tulle e nastrini, non ti comprero' belle scarpe e analgesici e risparmiero' fiori e attenzioni per quante scalderanno il mio letto, da me avrai soltanto una spalla su cui poggiare e il privilegio di goderti appieno il mio carattere, senza filtri, senza secondi fini.
E allora se dici di conoscermi cosi' bene, perche' hai detto quelle parole, perche' se non volevi conoscere, se non volevi sapere, se volevi restare nel tuo mondo falso e dorato, hai affermato "non ho preso la tua crema catalana perche' e' troppo pesante".
Vedi cara amica, sara' che ormai sono un onesto incontinente, ma non sono riuscito a trattenermi dallo spiegare nei minimi dettagli cosa era quel dolce tanto delicato che in cuor tuo avevi scelto.

Ora lo sai.

Il fottuto "Mascarpone ai frutti di bosco" e' una bomba di grasso e colesterolo al cui confronto la "crema catalana" e' come un acido sorbetto.

Non lo volevi sapere, mi dispiace, ma e' la verita'. Non hai piu' fame e adesso non riesci neppure a toccare il vasetto bianco coi pallini viola che giace intonso davanti a te. Non posso farci niente.
Non puoi accusarmi di non saper trattare le donne, non e' una questione tra me e l'universo femminile, questo e' soltanto un problema fra te e il mascarpone.
Ti ho soltanto aperto gli occhi, cosi' che il tuo grasso culo non sbattesse contro la cruda realta'.

Ora siediti e ringrazia.

Stralci di Poetica Usenettiana

Monday, March 2nd, 2009

Ogni tanto nel gran caldrone di Usenet si trovano alcune perle rare che il web2.0 non riesce ancora a catturare.
Perche' sono le parole ad essere importanti, il modo di presentarle e' solo marketing di bassa lega.

Cito da un post di mur mur su it.arti.musica.rock .

>alcuni gelati erano veramente ambigui : penso al ghiacciolo arcobaleno, che avrebbe potuto veramente sfondare a Castro Street

^______^

(Harvey Milk l'avrebbe apprezzato, sicuramente)


>Ma bisogna contestualizzare, c`era una certa innocenza,ai tempi.

ma certo, e nell'Arcobaleno c'era pure un naturale rigore cromatico (la successione dei colori rispetta quella dello spettro) mentre la progressione aromatica era la medesima di quella della vita che ci si prospettava: l'amarena dell'infanzia (dolce senza riserve) cedeva via via il passo ad un climax ascendente di asprezza/asperità mentre l'arancio trascolorava nel limone (giovinezza ed età adulta che si fanno sempre più gravose: la vita agra, citando Bianciardi) per terminare nel rimpianto forte e con retrogusto amarotico della menta (la vecchiaia ed il cupio dissolvi). Ti tastavi la mano e ci trovavi un fastidioso appiccicume, da leccare alla ricerca disperata di un ultimo appiglio al gusto delle cose perdute o lasciate alle spalle, del rimpianto e del rimorso. Restava allora solo lo stecchino, altro e altero nella sua lignea indifferenza: sarcofago o rigor mortis, a scelta (succhiarlo, a questo punto, equivaleva a perversione necrofila).

L'Arcobaleno era il nostro bildungseis e non ce ne rendevamo conto

ps: qualcuno provò mai ad affrontare l'Arcobaleno partendo dal fondo? sensazione orribile (il gusto di menta si sovrapponeva a quello del limone in un contrasto stridente) ed ennesima prova che se c'è una linearità nelle cose della vita essa va religiosamente osservata.

Segui il link per contestualizzare.